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SALVAGUARDARE LA TORRE

 

 

In relazione ai lavori appena iniziati sulla Torre dell’Orologio di Mestre, lavori che oltre al consolidamento statico prevedono la realizzazione, fra gli altri interventi, di una scala esterna in legno ed acciaio, il Consiglio Direttivo del Centro Studi Storici di Mestre facendosi portavoce delle preoccupazioni dei propri iscritti e di molti cittadini che hanno espresso perplessità ed indignazione per una così grave manomissione, intende ribadire ancora, dopo essersi già pronunciato in passato, la propria contrarietà ad operazioni che a qualsivoglia titolo, sotto il pretesto di un pur doveroso consolidamento della struttura muraria della Torre, modifichino l’aspetto esterno del monumento simbolo della Città.

 

La Torre dell’Orologio deve essere indubbiamente salvaguardata, restaurata e magari liberata dalle superfetazioni costruite in adiacenza (tipo edificio di Cel-Ana), ma non può essere ristrutturata e manomessa sulla scorta di opinabili progetti che non rispettano il suo essere monumento riconosciuto ed accettato dalla cittadinanza.

 

La Torre è il simbolo di Mestre e non può, per giustificarne una destinazione espositiva, subire trasformazioni deturpanti in nome delle leggi sulla sicurezza. Non risulta peraltro che nelle vicine città storiche del Veneto (Cittadella, Castelfranco, Bassano, ecc.) né in altre città d’Italia (Bologna e città toscane) la possibilità di frequentazione ed utilizzo di strutture medievali abbia richiesto scempi di tal genere.

 

Cosa fa la Soprintendenza? Ma, soprattutto, cosa fanno gli Amministratori del Comune di Venezia? Forse che, per significato, la Torre di Mestre sia meno importante del Campanile di Venezia?

 

Mestre, 2 luglio 1999

 

 

Centro Studi Storici di Mestre